Ogni volta che il mio stomaco emette suoni cupi, cercando di imitare il canto delle balene, mi viene in mente mia nonna.
Quando ero piccola spesso mi faceva male la pancia e il mio ventre si metteva a brontolare senza un apparente motivo, allora lei mi diceva che un poltergeist stava facendo i gorgheggi dentro di me. A quel punto mi impanicavo leggermente, ma cercavo di non darlo a vedere.
“E cosa facciamo con lui, nonna?” Le chiedevo ogni volta.
” Non preoccuparti, conosco una filastrocca che lo farà scappare a gambe levate.” Mi rispondeva perentoriamente.
A quel punto mi faceva stendere sul suo lettone morbido e si sedeva accanto a me, massaggiandomi il pancino con le sue mani ruvide e recitando la preannunciata nenia. A volte non funzionava alla prima, così lei continuava finché il mio stomaco smetteva di brontolare e poi restava lì con me ad accarezzarmi.
Mi servirebbe proprio in questo momento.

“Folletto diavoletto
Non fare il dispetto,
Smetti di cantare
E lasciala stare!
Cattivo folletto
Via dalla bambina!
Nessuno ti vuole
Perché fai solo rumore!”

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