Lettera

Mi chiedo quanti giorni ho trascorso sognando, pensando a tutte le cose che non avrei mai potuto dirti.
E proprio quando avevo scritto tutto in una lettera ti sei presentato, sorridente, davanti a me.

E così, tutto ad un tratto, la lettera non aveva più importanza …

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Scaglie

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Nuotare in un mare infinito,
Vivere sott’acqua senza catene,
Luce sopra, Buio sotto,
quando è iniziato, nessuno lo sa.

Cerco di riflettere,
disposta a comprendere
Cos’altro può esserci,
oltre il mare infinito.

C’è un altro mondo qua sopra?
Ha abitanti in grado di amare?

Cosa darei
per trovare il modo di vivere
Fuori dal mare,
se solo potessi.

Non so nulla di quel mondo,
ma le sue storie indicibili
mi fanno cenno di avvicinarmi,
Come una canzone al suo compositore.

Devo restare o devo nuotare?
Perdere alcune scaglie per avere più pelle?
Devo lasciare alle spalle ciò che conosco
per un cielo più luminoso?

Maschera

Dietro quella maschera,
Mia preziosa Signora,
Riesco a sentirti.

Dietro quella maschera
I tuoi occhi fissi nei miei:
Una stessa anima.

Dietro quella maschera
La tua bellezza eterna,
Di fianco a me.

Dietro quella maschera,
La tua pelle.

 

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ph. Steve McCurry

Lento

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L’Estate lascia il posto all’aria autunnale;

Foglie rosse, spighe dorate nei campi di grano.

Serpeggia la Nebbia di mattina, leggera,

Dalle montagne, dalle loro cime brumose.

 

Settembre albeggia incerto.

Il vento frizzante fa vacillare le cime degli alberi,

I campi coltivati con amore

Sembrano inciampare e rialzarsi come in una danza.

 

Il paesaggio è illuminato da uno smalto dorato,

I colori della terra esplodono in albe e tramonti.

Il fumo della legna si diffonde in una nebbia capricciosa

E un dolce profumo di linfa viene dai pini.

 

Braccia intrecciate, occhi chiusi, 

ci teniamo l’un l’altra, 

Ascoltando il lento canto del dolce Settembre.

Respira

Mi fermo. Chiudo gli occhi e respiro.

Lascio che il cielo mi riempia i polmoni, che quelle nuvole di gesso polveroso riempiano gli spazi vuoti e le crepe invisibili del mio corpo fin quando non ho un calco perfetto della mia anima.

Ora, apro gli occhi e guardo.

Lascio che la luce dell’ultimo Sole d’estate mi attraversi le palpebre pesanti, lascio che illumini i colori attorno a me, che renda sgargianti quelli dentro di me.

Metto il mondo in pausa e ascolto.

Lascio che il vento mi carezzi la pelle, tiro fuori le mie emozioni più vere e lascio che crescano fino ad amarle; non importa quanto brutte possano essere.

Le cose importanti non sono quelle che sono state, che potrebbe essere, o che potrebbero essere state. Le cose importanti sono quelle che la tua anima nasconde. É inseguire ciò che conta fino a quando non conta più, combattere per le persone che ami, anche quando dovrai perdere in modo che loro possano vincere.

Inutile intrappolare le tue emozioni in una gabbia dorata…sarà bellissimo quando ti sfioreranno le labbra con stupore e righeranno le tue guance.

Bambina

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Quando ero piccola, ogni volta che andavamo a Parigi mio padre mi portava sulla torre più alta di Notre Dame. Era freddo, il vento tagliava il viso e le mani, ma mi piaceva stare lì con lui e respirareprofondamente l’aria, e sbirciare le persone che sembravano formiche laggiù in fondo. Per quanto freddo fosse, e con qualunque tempo, mio padre voleva comunque che salissimo. Era una specie di rito tra me e lui.

 “Sara” mi disse una volta, con il suo sorriso gentile e i suoi occhi calmi, “Sara, bambina mia. Qualunque persona diverrai, ovunque la tua mente e il tuo cuore ti porteranno, fai una cosa per me, una sola perchè te lo dico io: prendi una manciata di cielo e mettila in tasca. Prendila e ricordati sempre che i tuoi piedi non devono per forza restare per terra. Tutto ciò che desideri può essere tuo. Ma solo se studi molto e ti impegni, e continuerai sempre a sentire la libertà di quel cielo nella tua tasca, nel tuo cuore.”

Il cielo era rosa pallido e dorato. Ricordo di aver messo una mia piccola mano nella sua  grande e forte. “Prendine un po’ anche tu” gli ho detto. 

 Ce l’ho ancora, quel cielo rosa pallido.

Ora

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Soltanto…baciami nella pioggia.

Ora che credo di nuovo nell’amore.

Gabbia

Il tuo cuore è un libro di canzoni, rilegato dal tempo. La sua pergamena è macchiata dall’esperienza; cantavi melodie pure come una nevosa mattina d’inverno.

Ma ora canti storie diverse, le tue parole non sono chiare…di cosa stai parlando? Sono ansiosa di capire.

Se avessi potuto ti avrei letto, lo avrei fatto, ma restavi nascosto e ti occultavi dietro le fredde mura d’acciaio di un bar.

Per cosa piangi? Voglio saperlo.

Se potessi sentirti, ballerei la tua stessa danza, marcerei al tuo stesso ritmo.

Ma rimani nella tua gabbia e io resto fuori.

Di quale magia è fatta la canzone della tua vita?

 

Posso essere la tua via di fuga.

O magari il tuo abracadabra.

Che cosa devo fare per liberarti?

Le rime che servono per affrancare la tua anima, vorrei cantarle fino a non avere più fiato. 

 

Troverò quello che ti manca. Scoverò chi stai cercando.

Io sono qui, canta per me e non sarai solo ascoltato, ma compreso.

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