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Lascia che ti dica un segreto. 

Ero l’oceano un tempo. Allargavo le mie braccia da paese a paese e quando inclinavo la testa all’indietro, i miei capelli diventavano un milione di sirene addormentate. I Pesci nuotavano dentro di me, attraverso di me. Barche e pescatori galleggiavano dimenticati nelle loro tombe, ai miei piedi.

Ero l’oceano. Poi ho strisciato sulla Sabbia fin sulla Luna. Ora io sono il figlio della Luna, fatta di  sale marino e lische di pesce. Io sono l’oceano che ha deciso di strisciare via e ho coperto la mia pelle con polvere di cometa. Stringo crateri nei palmi delle mie mani come fiori già appassiti, le sirene che un tempo erano i miei capelli si sono svegliate e cantano ora. Chiamano la Luna, le chiedono di poter tornare al loro amato oceano. Ma la luna è silenziosa, si allontana con la sua faccia temporalesca.

Lascia che ti dica un segreto. Lo sussurrerò al tuo orecchio, come le nebbiose onde di mezzanotte.

Ero l’oceano. Il mio sangue era acqua blu e acqua verde, grigio quando le nuvole si facevano pesanti di pioggia. Ero fatto di sale. Ma ho strisciato sulla sabbia nel bel mezzo della notte lasciando il deserto dietro di me. Le sirene stanno morendo e lo spazio è troppo tranquillo e buio. I crateri fanno male come ferite incancrenite.

Sono diventato il Bambino Luna e ho cercato di riempire quei crateri con l’oceano.

Lascia che ti dica un segreto.

Il sale pungeva le mie ferite.

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